Viaggio
alla scoperta del "vero Marocco" - Novembre 2009
Scritto da Giancarlo
Posted 19.05.2010

Mappa dell'itinerario (clicca per ingrandire)
Da parecchi anni io ed alcuni amici volevamo fare un viaggio in moto che rimanesse scolpito per sempre nella nostra memoria.
Finalmente nel novembre 2009 Alberto, Giuliano ed io partiamo per il Marocco!
Decidiamo di fare la traversata da Genova a Tangeri in nave, in modo da arrivare in Marocco freschi e riposati.
48 ore in traghetto non sono proprio il nostro passatempo preferito, comunque approfittiamo del tempo per pianificare bene il viaggio.
Arriviamo a Tangeri nel primo pomeriggio, veniamo subito taglieggiati dagli addetti delle dogane che ci promettono di sveltire le pratiche con una cinquantina di euro.
Prima cosa importante è viaggiare con la luce del sole perché ci sono molti mezzi senza luci tipo carretti trainati da asini, quindi partiamo subito in direzione Meknes percorrendo la costa fino a Larache e poi autostrada fino alla meta.
Seconda cosa importante attenzione agli autovelox numerosissimi come numerosissime sono le pattuglie di polizia.
In 150 chilometri ne ho contate 14.
Meknes è una delle città imperiali, ha una bella medina con viuzze strette e botteghe variopinte.
Noi optiamo per un albergo al di fuori delle mura antiche l‘hotel Transatlantic che gode di una posizione sopraelevata e di una vista bellissima sulla medina stessa.

La città di Meknès
Non ci tratteniamo molto perché abbiamo paura di non riuscire a fare tutto il giro, quindi partiamo in direzione di Marrakech; scegliamo di fare la statale poiché la parte più interessante è dopo di essa, quindi passiamo da Azrou, Khenifra, Beni Mellal: strade belle, paesi tipicamente nord africani, gente cordiale e migliaia di bambini.
Caratteristica di queste cittadine è che le scuole si trovano tutte fuori dal centro abitato quindi vedi code interminabili di studenti che fanno chilometri a piedi per andare a scuola.
Dopo circa 500 km arriviamo a Marrakech, li abbiamo appuntamento con le nostre famiglie che via aereo ci hanno raggiunti.
Optiamo per un riad nella medina il Dar Doukkala bellissimo in stile moresco gestito da un francese è nel centro della medina.
Due giorni in questa affascinante città ci vogliono, due cose su tutte ci hanno colpiti particolarmente: la prima è piazza Djemaa el-fna cuore pulsante della città e spettacolo all’aperto (vale un viaggio) saltimbanchi, incantatori di serpenti, venditori di qualsiasi cosa, decine di chioschi ognuno con la sua specialità (da provare la testa di pecora bollita) e la seconda è la sensazione che si prova nell’uscire dal riad, ti sembra di passare da un secolo all’altro tanto è forte il contrasto tra l’interno del riad e l’esterno.
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| Souk | Piazza Djemaa el-fna |
Il mattino seguente decidiamo di andare a visitare il ”deserto di Marrakech”, che è un deserto di pietre con colline completamente aride con qua e là delle oasi.
Noi ci dirigiamo in una di queste dove un francese ha costruito delle case fatte di paglia e fango (freschissime ed arredate anche bene) ha messo delle tende berbere, ha creato una piscinotta naturale da un rigagnolo d’acqua ed ha quindi creato un oasi di pace e relax nel bel mezzo del nulla, esperienza interessante abbiamo mangiato sotto la tenda specialità berbere.
Il giorno seguente partenza per le gole del Dadès (abbiamo deciso di non fare le gole del Todra perché sono molto belle solo in primavera quando fioriscono le rose) quando arriviamo a Ouarzazate troviamo la sorpresa, tutte le strade sono bloccate, la città è in festa, la signora Clinton ha pensato bene di incontrare proprio lì il Re del Marocco, un disastro!
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| Gole del Dadès | Gole del Dadès |
Dopo mille tentativi per riuscire a passare ci dicono che la città è bloccata sino alle 19, per noi è la tragedia allora dietro consiglio di un vecchio decidiamo di andare fuori strada ed attraversiamo campi, guadiamo un torrente e finalmente tagliamo fuori la città, tutto questo con elicotteri della sicurezza che ci seguono.
Dopo 300 km di belle strade arriviamo alle gole, spettacolo stupendo una strada che s’inerpica tra gole e montagne di roccia desertica rosso intenso, qui inizia la vera via delle kasbe che sono innumerevoli ed una più bella dell’altra, paesini arroccati, mercatini variopinti, uno spettacolo!
Strada molto bella da fare in moto, rocce di un rosso mattone si alternavano ad oasi verdissime piene di alberi da frutta.
Decidiamo di dirigerci verso l’albergo che si trova a Baumane Dades e si chiama Xaluca, bellissimo in stile africano, mai più t’immagineresti di trovare posti così belli in questa parte del mondo.
Il mattino dopo partenza per il deserto, si va verso Merzouga, passiamo Er Rachidia ed Erfoud e dopo un po’ incominciamo a vedere le dune rosse del deserto che viste all’imbrunire sono uno spettacolo meraviglioso.
Qui andiamo a dormire al Chevalier Solitarie che è una struttura spartana in mezzo al niente, però ha il vantaggio di essere gestita da un italiano di Cuneo ex campione di enduro ed istruttore di dune con la moto, (che non è per niente semplice ve lo assicuro!) cena a base di SPAGHETTI (nel deserto sembra un miraggio).
Hotel
le Chevalier SolitaireSerata piacevole a parlare col tipo, il mattino dopo direzione Fès con strade bellissime, tra ER Rachidia e Midelt c’è la valle del Ziz che io ricordo con piacere per la bellezza dei paesaggi e per la strada adattissima alle moto.
Dopo Midelt passiamo per Ifrane per arrivare a Fès, città imperiale nonché città Santa.
Qui abbiamo un po’ di difficoltà per trovare una sistemazione, in compenso incappiamo in una guida simpaticissima che oltre a trovarci un riad ci porta a vedere le concerie, le fabbriche di tappeti e tante altre cose, poi ci porta a mangiare in una macelleria/ristorante dove cenano loro (c’era anche la tv che trasmetteva l’INTER siamo famosi ovunque!) ci siamo fidati ed abbiamo avuto ragione abbiamo mangiato benissimo (con le mani) carne tritata passata sulla piastra.
Questa guida onestissima si chiama Moumen Larbi ha solo un difetto che quando deve andare in Moschea a pregare ti molla lì come un babbeo.
E dire che in Marocco abbiamo lasciato le moto con la roba sopra anche di notte e nessuno ce le ha toccate, sono religiosi e come tali sono onesti, nessun pericolo anche a girare per le viuzze della medina di notte.
Il giorno dopo partiamo per Nador dove è previsto l’imbarco.
A Taza mi viene la bella idea di tagliare per una strada secondaria, è più corta e sembra più panoramica, solo che all’uscita del primo paese, in una curva con asfalto rovinato e ghiaia grossa buttata in misura sproporzionata, Giuliano perde il controllo della sua Ducati Multistrada (pensare che faceva gare di enduro), decide di provare a saltare il fosso e si trova dei massi enormi che lo fanno cadere rovinosamente, il risultato è: un polso rotto, uno lussato e la moto con 3500 euro di danni.
Il rimanente del viaggio fatto dietro al carro attrezzi che ci ha scortato fino a Nador.
Arrivati in Spagna Giuliano è volato a Milano e noi ci siamo fatti quello che è l’aspetto più terribile del viaggio, tutta la Spagna con un vento tremendo e tutta la Francia con un’acqua pazzesca. Conclusione...... faticoso ma stupendo, da fare una volta nella vita!!!
In Marocco abbiamo percorso circa 2500 km in 6 giorni, vi consiglio di fare uno o due giorni in più. Abbiamo deciso di non fare la costa atlantica perché secondo noi il vero Marocco è l’interno.
Speriamo nel 2010 di fare la Tunisia, ormai abbiamo il mal d’Africa!
Ciao a tutti.
Giancarlo



