La Millecambiate -Maloja, Bernina, FOrcola, Foscagno, Eira, Gavia, Vivione, Presolana


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In corrispondenza del confine si trova la Forcola di Livigno, (2.315 m) valico alpino  che collega il comune italiano di Livigno e quello grigionese di Poschiavo.
Presso il passo stesso si trova la dogana italiana, in quanto il passo si trova sul confine. La dogana svizzera si trova invece più a valle, in prossimità della congiunzione con la strada cantonale che sale al passo del Bernina.
Questo passo ha la particolarità di mettere in comunicazione una valle politicamente svizzera situata a sud delle Alpi (la Val Poschiavo, appartenente al bacino dell'Adda) con una valle politicamente italiana situata a nord delle Alpi (la Valle di Livigno, appartenente al bacino dell'Inn); mentre dal punto di vista geografico la situazione è invertita (da wikipedia).

Il versante italiano, non presenta alcun tornante e i lunghissimi rettilinei vengono intervallati da brevi falsi piani, molto piacevole da percorrere godendosi il panorama.


....la strada e ...i muri di neve!



Panorama nei pressi di Livigno

Prima di intraprendere la lunga discesa che ci porterà a Livigno percorriamo l'ultima salita al Passo d'Eira Il Passo offre un bel panorama sulle cime più alte della Valle di Livigno ed è punto di partenza, in estate, per numerose escursioni a piedi o in bicicletta.

Oltrepassiamo l'abitato di Livigno, che sembra quasi essere una città fantasma e dopo pochi km, iniziamo la salita al Passo del Foscagno.
il Passo del Foscagno mette in comunicazione la Valle di Livigno con la Valdidentro e la Valtellina; si trova ad un'altezza di 2.291 m.s.l.m. ed è raggiungibile tramite la Strada Statale 301 del Foscagno.
Il passo rappresenta l'unica via che permette di raggiungere Livigno senza dover passare per la Svizzera (attraverso la Valle di Poschiavo e la Forcola di Livigno).
La prima strada carrozzabile venne realizzata per motivi militari dall'Ufficio Fortificazioni di Brescia nel 1912-1914, ma per via delle sue caratteristiche era percorribile solo nei mesi estivi.
Dal 1952, è stato possibile mantenere il passo aperto anche nei mesi invernali.
Prima della realizzazione della strada, il collegamento avveniva tramite una mulattiera lunga 25 km che collegava Livigno a Semogo (da Wikipedia).




Verso le 13,00 ci fermiamo a mangiare quelli che penso poter definire "i peggiori pizzoccheri della mia vita" SIGH!....per non parlare dei milioni di scalini percorsi all'interno del ristorante!
Dopo questo maestoso "pranzo ristoratore" proseguiamo in direzione della Valdidentro per poi inserirci nella Valfurva, prima di affrontare la salita al Gavia.
Il Passo è stupendo, siamo circondati da laghi, nevai e pareti di neve; incrociamo moltissimi motociclisti tedeschi ed anche ciclisti di svariate nazionalità che ripercorrono le strade del Giro d'Italia...quest'ultimi a mio avviso, dei veri eroi!



Ale


Bella la moto e bella la foto!


Wow! 

Il Passo di Gavia (2.621 m) è un valico alpino che mette in comunicazione la valle del Gavia (Valfurva) e l'alta Valle Camonica, ai confini fra le province di Sondrio e Brescia; In cima al passo si trova il Rifugio Bonetta, aperto durante il periodo estivo.

Io, Ale e Beppe Barometro come la foto...di rito!





Agghiacciante...vero?





La discesa dal Gavia è stupenda, una striscia di asfalto strettissima disegnata lungo il versante, spesso non ci sono neanche le protezioni a valle (BRRR!); viaggiamo lentamente nel timore di incrociare dei mezzi....ne vediamo di fermi lungo la strada..cosa ci sarà mai?
Sorpresa! Un branco di stambecchi!.



Scendendo dal Gavia.


Stambecchi

La parte finale poi si inoltra in mezzo ai boschi, sembra di essere all'interno di un paesaggio disegnato dalla mente di Tolkien.
Giunti a Ponte di Legno, proseguiamo per Edolo, la strada è veloce, con belle curve...divertente insomma!
Quì le nostre strade si dividono, io proseguo lungo la "direttissima" (si fa per dire) per Bergamo, mentre il resto del gruppo capitanato dall'instancabile Beppe, prende  la strada per gli ultimi passi della giornata: il Passo del Vivione e il Passo della Presolana.

Il Passo del Vivione (1.828 m), collega due valli secondarie della Val Camonica: la Valle di Scalve e la Val Paisco.
La strada è molto stretta e solitamente viene aperto al traffico automobilistico solo nei mesi estivi; molto panoramica nella parte alta, man mano che si scende si inoltra nella pineta che occupa il fondo valle.


Al Passo del Vivione (vista verso la Val di Scalve)
Cimone della Bagozza, Pizzo Camino

Per quanto riguarda il Passo della Presolana, la strada che sale dalla Valle di Scalve è stata affrontata dai corridori del Giro d'Italia sin dal 1938, poi nel 1964, nel 1977 e nel 1978. Nel 2004 la tappa si concludeva in discesa, 3 chilometri oltre il valico, e fu vinta da Stefano Garzelli che si impose su Gilberto Simoni primo al Gran Premio della Montagna.
E' stata di nuovo affrontata nel 2008, stavolta solo per gli ultimi chilometri (i più duri, peraltro), prima che i corridori si dirigessero verso la salita finale del Monte Pora. La tappa fu eletta la più bella del Giro 2008, grazie all'azione spettacolare di Danilo Di Luca e Paolo Savoldelli, ciclista di casa (da wikipedia).

Una giornata stancante ma molto bella e soddisfacente.
Tutti più o meno arriveremo a casa tra le 19,30 e le 20,00....tranne Ale, che ancora oggi non si capisce bene cos'abbia combinato.
Le temperature in quota erano accettabilissime, tant'è che non ho indossato nulla di ciò che mi ero portata in caso di freddo.
Anche la condizione delle strade era decisamente migliore rispetto a ciò che mi aspettavo.
A quando un'altro tour delle Alpi?




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