Algeria, i colori della passione



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intro


Periodo dell’anno: 6-22 febbraio 2008
Viaggio realizzato con Dimensione Avventura

Numero di partecipanti: 19
Numero di auto: 10

Valuta in Tunisia: 1 euro= 1,7 dinari)
Valuta in Algeria: dinaro algerino (1 Euro= 100 dinari circa)
Prezzo di un pasto: circa 3,5 euro
Prezzo di una camera in albergo= circa 25-30 euro
Prezzo di una camera in campeggio= circa 18 euro
Prezzo di un posto tenda in campeggio= circa 6 euro
Prezzo del gasolio= 13 cent euro
 

Se fosse una donna farebbe parte di quella categoria “tutta da scoprire”, apparentemente insignificante e quasi noiosa a parere di coloro che si soffermano sull’esteriorità e che vuoi per fretta, vuoi per una superficialità intrinseca non approfondiscono la conoscenza e magari si fanno sfuggire l’amore della loro vita.
Incredibilmente erotica con le sue morbide e generose curve, violenta nella passionalità dei suoi colori e dei contrasti; imponente e saggia non ha timore di regalare dolcezza a chi saprà guardarla con gli occhi dell’amore. 

 
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Mappa del'itinerario (clicca per ingrandire)


Per qualche cenno di geologia clicca qui


06-07.02.2008
Imbarco a Genova su una Splendid della Grandi Navi Veloci (che di splendido non si sa cosa abbia) versione ridotta, visto che è chiuso anche il self service.....partenza ore 18,00.
Viaggio perfetto, per tutta la traversata mi trasformo in lucertola e passo la giornata sul ponte a godermi il sole di cui…..vivendo ai margini della bassa padana mi ero completamente dimenticata!
Arriviamo in perfetto orario a Tunisi, sbrighiamo velocemente le pratiche doganali (in questo periodo c’è veramente poca gente ed incredibilmente il passaggio in dogana è molto rapido) ed aspettiamo il resto dell’equipaggio proveniente da Civitavecchia.
Sono estremamente in ritardo, poco dopo sapremo che a Maurizio, il capo gruppo, hanno praticamente smontato la macchina…evidentemente i cartoni di vestiti per i bambini che si è portato dietro hanno destato non pochi sospetti….effettivamente ha l’aria poco raccomandabile!
Una volta compattato il gruppo facciamo sosta per il rifornimento di gasolio, ci dirigiamo verso il centro di Tunisi per rifocillarci con un ottimo kebab ed io finalmente assaggio il bric (pastella con uovo ed una spruzzata di limone…..spettacolare!!).
Sono più o meno le 8 di sera, partiamo verso il sud della Tunisia, ci aspettano circa 600 km!
Le strade sono trafficatissime, soprattutto di camion, man mano che si procede verso sud si fanno più frequenti i lumini dei banchetti che vendono carburante di contrabbando, nei villaggi c’è vita, i locali sono aperti fino a tardi, così come le botteghe ed ovviamente i gommisti…mi stupisco parecchio di questo ma poi scopro che per i musulmani il giorno di festa è il venerdì…avranno il diritto anche loro di godersi un po’ di vita notturna! (a fare cosa…non si sa…).
Alle 2,30 arriviamo nei pressi di Nefta e facciamo campo vicino al Chott Ef Rharsa, sotto la sabbia trovo infatti crostoni di sale e con mia grande sorpresa mi accorgo che il substrato è formato da rose del deserto….non ne avevo mai viste in posto!
Siamo parecchio stanchi e ci infiliamo subito nelle tende.
Passerò la notte a morire di freddo….non mi ero accorta di essermi infilata nel sacco a pelo….AL CONTRARIO!.


08.02.2008
Al mattino sveglia all’alba, non posso fare a meno di godere dei colori della sabbia illuminata dai primi raggi del sole del mattino, in lontananza si vede la distesa del Chott Djerid….sembra un enorme lago! 
Alle 8.00 arriviamo alla dogana della Tunisia dove passiamo abbastanza velocemente e dopo pochi minuti giungiamo ad Hazoua….quì l’attesa è diventata praticamente un sequestro di persona!
Facciamo la conoscenza di Brahim, la nostra guida, che ci assiste pazientemente nelle pratiche doganali….c’è uno strano odore di cibo nell’aria…ho fame!!
Ci aspettano tre giorni di marcia intensa, circa 2.000 km da percorrere prima di raggiungere la nostra prima meta nel sud dell’Algeria: Djanet.
Sono ormai le 13.00, finalmente ripartiamo, i villaggi in questa zona sono piuttosto diversi dal quelli tunisini, qui è tutto una cupola, le case sono fatte essenzialmente di terra, tutto è più povero ed essenziale.
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Per le vie del villaggio Tipiche costruzioni di questa zona

E’ giorno di preghiera, i muezzin chiamano a raccolta i fedeli, le strade sono affollatissime, gli uomini curiosano, i bambini salutano e le donne si nascondono.
Oltrepassiamo innumerevoli posti di blocco, ce ne sono almeno 2 per ogni centro abitato maggiore e questo implica una perdita di tempo incredibile!
Il paesaggio è piuttosto monotono ma particolare; l’area è ricca di pozzi di acqua e così tra le dune sono state faticosamente ricavate aree adibite all’agricoltura…è veramente curioso! Ci sono coltivazioni di ogni genere, impianti di irrigazione a doccia e goccia a goccia….questa è la zona di coltivazione intensiva dell’Algeria……tra le dune……
Superata quest’area il paesaggio si fa sempre più arido e le fiammelle dei pozzi di gas e petrolio prendono il posto del verde delle palme e degli ortaggi.
Arriviamo verso le 18.30 ad Hassi Messaoud ed alloggiamo all’Hotel des Petroliers, dove con 25 euro prendiamo una camera doppia e con 7,5 euro consumiamo un’ottima cena!
Concludiamo la giornata nella mia camera per un bicchierino di brandy (non smetterò mai di ringraziare Stefano per avermi VIVAMENTE consigliato di portarmi una scorta personale di superalcolici!) con Maurizio e Michele discutendo del tragitto da affrontare.
09.02.2008
Levataccia alle 6.00 (neanche quando vado a lavorare mi sveglio così presto!..ma forse l’ho già detto in altre occasioni….), lauta colazione, faccio la piacevole conoscenza delle fantastiche ed enormi brioches algerine…..per molti una vera schifezza…..io le ho trovate squisite! Ed alle 7.30 si parte.
Attraversiamo ancora immensi recinti con pozzi di gas e petrolio, ovunque l’aria odora di gas….credo che i livelli di inquinamento siano piuttosto alti….sembra di essere a Busalla!.
Si alternano piccoli campi di dune, bassi altopiani e immense distese in corrispondenza degli oued e a volte anche specchi di acqua.
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Affascinanti specchi di acqua Discesa dall'altopiano prima di giungere a In Amenas

A In Amenas sostiamo per fare rifornimento di gasolio (che considerato il numero di auto significa perdere almeno un’ora), mancano ancora 200 km per arrivare a Illizi, la nostra meta odierna.

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Trasporto ECCEZIONALE!


Il paesaggio cambia repentinamente, immensi e stupefacenti campi di dune circondano la strada…o come dice Maurizio….”hanno asfaltato le dune!!”…è suggestivo questo nastro nero che serpeggia tra il rosso della sabbia; siamo quasi al tramonto ed abbiamo sempre maggiori difficoltà a superare i posti di blocco, fino a quando a 120 km da Illizi ci fermano e ci obbligano a fare campo…..lì.


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Brahim cerca di contrattare al posto di blocco...non ce la fa!


Peccato! Ma ci sentiamo al sicuro….anche se non ci permetteranno di muovere un passo oltre l’area in cui ci hanno fatto sostare…sembra di essere nel recinto delle capre!.


10.02.2008
Anche oggi sveglia alle 6.00, dobbiamo partire non dopo le 7.00, per recuperare tempo.

Arriviamo a Illizi alle 8.30 ma non ripartiremo prima delle 10,45…tra posti di blocco e il rifornimento perdiamo una marea di tempo!
Dobbiamo arrivare a Djanet…speriamo di riuscirci nel primo pomeriggio (e ovviamente non ce la faremo…).
Usciamo da Illizi ed il paesaggio cambia nuovamente, ci inoltriamo in un altopiano desertico : è il Plateau Fadnou, che ci accompagnerà per più di 200 km, affascinante sia per la varietà di forme che regala agli occhi, sia per la sua antica storia geologica (rocce del basamento precambriano e del basso Paleozoico).

Costeggiamo il Massiccio dell’Adrar ed alla nostra sinistra il panorama si apre grazie alla presenza di innumerevoli oued, immense distese pianeggianti solcate dai torrenti durante le piogge.
Brahim, per il pranzo ci fa fermare nel letto di un torrente dove enormi blocchi di roccia sembrano essere lì, come gargoyles, per proteggere la valle.
 
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Land Rover nell'Adrar....chi è il più antico?!?!?


Proseguendo verso Djanet il paesaggio diventa sempre più affascinante, ci stiamo addentrando nell’Erg d’Admer; si intravedono le prime dune che avviluppano i resti di antiche montagne, la sabbia prende il posto della roccia e la strada diventa un lungo e lucente nastro rosso.

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La discesa dalla Falesia Tin Taharadjli, poco prima di Bordj el Haous


A Bordj el Haous al posto di blocco ci fermano…dobbiamo fare i documenti di accesso al Parco del Tassili n’Ajjer, e prendere la guida per poterci entrare.

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L'Erg d'Admer

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Arriviamo a Djanet alle 18.15…sosta per il gasolio interminabile…bisogna riempire le taniche (circa 6-7 cad.) per 3 giorni di pista….e arriviamo al Camping El Zeriba alle 20.30 (stanza 18 euro e cena 3,50 euro).
 
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Ingresso a Djanet la "perla del Sud" Hotel Camping El Zeriba
 
Ci improvvisano una cena, in Algeria mangiano molto presto e soprattutto nel caso di gruppi numerosi è indispensabile prenotare prima (così fanno la spesa!).
Dopo cena un gruppetto tenta “la sortita”…vengono bloccati subito…”dove andate! I negozi sono chiusi e i bar anche, non c’è nessun motivo per cui dobbiate uscire”….”ma noi volevano solo fare una passeggiata”.
Il custode chiude il portone col lucchetto…a scanso di equivoci.


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