Algeria, i colori della passione



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12.02.2008
Partenza alle 8,00 (non mi sembra vero!), proseguiamo il nostro viaggio nel Tadrart Acacus, tra meravigliose distese di dune e immensi oued, le arenarie hanno una colorazione di rosso ancora più intenso e di conseguenza anche la sabbia…..siamo tutti senza parole!

Le guglie dei rilievi lasciano spazio all’immaginazione…e così mi ritrovo a giocare mentalmente a vedere animali, mostri, personaggi etc.
Innumerevoli siti con pitture rupestri dei più svariati periodi (…sapere quali?!?!) si susseguono, così come la spettacolarità dei paesaggi: la sabbia scultore esperto ha creato vere e proprie opere d’arte, come a Cirkl un’immenso arco di pietra che domina la valle.

L'imponente arco di pietra a Cirkl Vista dal retro

Prima di arrivare a Tin Merzouga, sostiamo in un sito di cui non sono riuscita a carpire il nome…..fantastico! Immensi cunicoli scavati nella roccia, sembra di essere in una grotta….e Michele che ha una fantasia monotematica, trova la “gnocca” della sua vita!!.

Michele e "un reperto fossile" Cunicoli scavati nelle arenarie
Meravigliose gallerie nella roccia

Per il pranzo ci fermiamo a Tin Merzouga, un'immensa duna rosso fuoco....i nostri fuoristradisti si divertono a risalirla....qualcuno più e più volte. Le forme che si possono ammirare dalla cima sono infinite; l’unico limite sono i nostri occhi.

Il panorama dalla cima di Tin Merzouga Gruppo Vacanze Piemonte risale il dunone

Gli ultimi due siti di oggi sono Ghanfoud, una roccia a forma di istrice (per i locali) o maiale (per noi)….che non so per quale motivo, gli algerini trovano esilarante e In Jareth, ricco di pitture rupestri.

Ghanfoud Massimo e le pitture rupestri, notate tra le giraffe le scritte touareg

L’ultimo tratto del percorso si snoda un un oued circondato da alberi….fantastico!...e polvere….un po’ meno fantastico!
Facciamo campo a fianco di un bel campo di dune….siamo alle solite…2 metri di spazio più o meno morbido ed in leggera pendenza in cui mettere la tenda….l’importante è essere al riparo dal vento (che non c’è).
Trascorriamo la serata intorno al fuoco, come nostro solito, sorseggiando il thé (loro) ed un buon brandy (io), Maurizio racconta storie e aneddoti di viaggi passati, qualcuno ogni tanto interviene….il relax è totale!


13.02.2008
La mattina comincia bene: si smonta il campo, facciamo 2 metri e “gli espertoni” Maurizio e Zawi si insabbiano…ha! ha! Queste sì che sono soddisfazioni!!!

Ecco un buon inizio!! Ultimo tratto di pista prima dell'asfalto che porta a Djanet

Dopo circa 10 km di pista inizia l’asfalto, oggi ritorneremo a Djanet per una tappa rifornimento gasolio e viveri.


Verso Djanet

Partiamo verso mezzogiorno ed affrontiamo le dune dell’Erg d’Admer per poi inoltrarci nell’Hoggar.
Percorriamo un oued fino ad arrivare al pozzo di Tiririne, dove “i bambini giocano un po’ con l’acqua”….un pozzo nel deserto ha sempre il suo fascino.
Proseguiamo per ore su un altopiano completamente piatto in direzione ovest; perdersi è molto facile, non esiste il minimo punto di riferimento!
Alle 17.30 ci fermiamo per il campo; il posto è piuttosto anonimo...poca sabbia molti sassi.....al solito.

14.02.2008
Si riparte verso Sud, percorriamo il Oued Tadant ricco di vegetazione e di piccole zucche cha tappezzano il terreno….peccato siano velenosissime! Pare che fossero utilizzate dalle donne per abortire.

Distese di zucche Tomba

Brahim ci fa notare sul percorso un immenso cerchio di pietre: si tratta di una tomba di un personaggio piuttosto importante, che è stato sepolto con tutte le sue cose.
Sostiamo nei pressi del Pozzo Tadant di acqua potabile; è stato realizzato nel 2006 e non compare sulle carte.

Rifornimento al pozzo Tadant Il polverosissimo oued
...i fiori.... ....e gli uccelli.....

Riprendiamo la marcia, per tutto il giorno attraversiamo oued polverosissimi, con qualche animale qua e là e rara vegetazione.
Per il pranzo ci fermiamo nei pressi di un antico pozzo; è impressionante, non se ne vede il fondo.
Brahim ci fa notare che nei paraggi ci sono delle gazzelle; andiamo alla loro ricerca, ma non riusciamo a vederle.

Pozzo Brahim e Zawi all'ombra di una roccia
Fabrizio, Maurizio, Michele, io, Brahim e Zawi "Il thé nel deserto...."

Il paesaggio è un po’ monotono devo dire…ma la sorpresa arriva presto: Oued Tin Tarabine… ma cosa non è!!!!

Arco scolpito nella roccia...Brahim ci farà passare tutte le macchine..il perchè non si sa! Luca ed io
Vere e proprie sculture di roccia

Magnifico! Le rocce erose dal vento e dall’acqua hanno le forme più svariate, ci accampiamo su un rilievo ai lati di questa immensa vallata.
Sembra di essere a “Jurassic Park”, mancano solo i dinosauri, la valle che si domina è verdissima, i dromedari sono al pascolo, le rocce completano questo paesaggio surreale…ci godiamo tutti insieme un meraviglioso tramonto.

Per altre immagini di Tin Tarabine clicca quì (anche in questo caso non potevo proprio fare a meno di inserirle!!!).

Stasera Zawi ci farà il pane sotto la sabbia, in cambio noi prepareremo una bella minestra….che devo dire è riuscita proprio bene!!!!
La serata attorno al fuoco ha stavolta come argomento centrale il paesello in cui vivo…..persino Brahim e Zawi sono perplessi della mancanza di negozi, farmacie, bar etc etc……ah! Cittadini!

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