Algeria, i colori della passione



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>Foto di Tin Tarabine 


15.02.2008
Lasciamo a malincuore Tin Tarabine, solchiamo stretti oued dove la presenza di acqua ha fatto sì che nascessero innumerevoli villaggetti sulle sponde; con delle pompe rudimentali gli abitanti emungono l’acqua dal subalveo e lungo il letto del fiume si svolgono tutte le attività.

Nei pressi di Tahifet

Dopo questo tratto inizia la pista per la salita all’Assekrem, circa 50 km su percorso fuoristradistico montano….piuttosto impegnativo.
Arriviamo al rifugio appena in tempo per il tramonto, scendiamo dalle macchine e via di corsa ad affrontare la salita per l’Eremo di Foucault e per il punto panoramico.
Tira un bel vento gelido, ma Brahim mi costringe a restare fino a che il sole non scompare dietro le cime dei monti all’orizzonte!.
Il Rifugio è veramente carino, in vero stile tuareg, molto accogliente, non abbiamo mangiato in quantità industriali ma penso di aver assaggiato il miglior cous cous dell’Algeria!.

Basalti colonnari La pista per raggiungere il rifugio
La pista per raggiungere il rifugio L'arrivo al rifugio
Panorama dall'Eremo di Foucault Panorama dall'Eremo di Foucault
Panorama dall'Eremo di Foucault L'interno del rifugio

Nota dolente: ho acquistato una meravigliosa sacca da dromedario in pelle, interamente lavorata e dipinta….un oggetto senza prezzo! Amore a prima vista.
Mi accompagnerà fino in Tunisia….dove per sbaglio verrà gettata insieme ai rifiuti…non vi dico la faccia che avevo quando me ne sono accorta ormai sbarcata a Genova!!! Piango ancora adesso!!
Se vi capitasse di vederne una acquistatela lì! Non aspettate di andare a Tamanrasset! Di così belle non ne troverete e soprattutto la pagherete molto ma molto di più! Anche i gadgets, inverosimilmente costano meno a 2700 m che a Tamanrasset!!!
Costo totale pernottamento, cena e prima colazione 15 euro.


16.02.2008
Dopo un’abbondante colazione ripercorriamo la pista del giorno precedente e arriviamo in mattinata a Tamanrasset, bella cittadina “turistica” piena di campeggi, mercati, botteghe etc.
Sul percorso incontriamo una carovana di dromedari, testimonianza che il nomadismo è ancora praticato, facciamo una sosta alla Guelta di Afilal, oasi naturale protetta molto importante per gli abitanti del luogo.

Carovana di dromedari La guelta di Afilal

Noi alloggeremo all’ Auberge Caravanserail (18 euro una stanza), appena ristrutturato, veramente carino, una specie di villaggetto in miniatura, ve lo consiglio vivamente!
Dopo una doccia ristoratrice facciamo un giro per la città, la voglia di shopping è irrefrenabile così come la curiosità.

Ci dirigiamo innanzi tutto al mercato africano, dove mercanti provenienti dal Niger, Mali e quant’altro vendono di tutto: spezie, thé (rigorosamente cinese), animali, legna, vestiti, scarpe, casalinghi…di tutto e di più!.
E’ affollatissimo e pieno di vita….emozionante!

Mercato di Tamanrasset, animali in vendita Cataste di legna....necessaria e rara
Touareg  ..SALUTI DA TAMANRASSET!!!
Vendita di spezie Vendita di spezie
Banco di farine e altro Touareg venditore di thé

Passiamo poi alla zona dell’artigianato touareg, quì le cose si fanno più difficili, i prezzi sono piuttosto alti e pochi venditori sono disposti a contrattare…con le donne cedono più facilmente..almeno questo!!
Nel rapporto con le donne parecchie volte mi hanno indispettito, ad esempio al ristorante non stupitevi quando vi accorgerete che sarete servite per ultime…..non è nulla di importante ma ora apprezzo di più le consuetudini occidentali.


17.02.2008
Lasciamo Tamanrasset prendendo la famosa Transahariana, la nostra meta è In Salah.
Sulle carte è segnalata una foresta fossile nei pressi di questa città, ma a quanto pare è stata completamente saccheggiata e non si trova praticamente più nulla (o forse me l’hanno raccontato per farmi stare buona…Mah!).
Costeggiamo nei pressi di In Ecker il sito in cui i francesi negli anni 60-70 fecero degli esperimenti nucleari, pare che ci sia ancora pericolo di radioattività.
Sostiamo per il pranzo al Marabout Moulay (attorno al quale per scaramanzia bisogna girare 3 volte), dopo un’oretta circa ripartiamo e attraversiamo le suggestive gole di Arak.
Proseguiamo per In Salah, ormai è buio e la strada completamente “sgarrupata”, le buche sembrano dei canyon e tuto questo rallenta enormemente la marcia.
Giungiamo alla meta verso le 20.30, il vento in questa città assolutamente anonima è fortissimo (scopriremo che è sempre così, ed i periodi di febbraio e marzo sono i peggiori..ora si spiega l’utilità dello shesh touareg!).



Il gruppo si divide, una parte va in albergo e noi al Camping El Zeriba (ma hanno tutti lo stesso nome?!?!), ancora da finire ma diventerà veramente carino!.

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