Algeria, i colori della passione



>Pag. 1
>Pag. 2
>Pag. 3
>Pag. 4
>Pag. 5
>Cenni di geologia
>Foto del Tassili
>Foto di Tin Tarabine


18.02.2008
Partenza per El Golea (o El Meniaa), la città natale di Brahim, anche oggi ci aspettano parecchi km da macinare.
Facciamo rifornimento presso un distributore veramente particolare; il vento sferza incessantemente.

Prima o poi la sabbia se lo divorerà!!!! Uscita di In Salah

Attraversiamo piane desertiche con qualche altopiano qua e là, il paesaggio è monotono, questa porzione di Algeria di certo non è paragonabile a quella che abbiamo visto nei giorni precedenti.
Si tratta del Plateau Tademait, un enorme e infinito piattume brullo e squallido.
Arrivati a El Golea, Brahim ci porta a casa sua, dove saremo suoi ospiti!
Tutti i vicini di casa sono sulle strade, i bambini ci salutano, il nostro corteo di auto ha risvegliato questa sonnacchiosa cittadina, mi sento quasi in imbarazzo.
Alla stregua di In Salah, El Golea è un'oasi di discrete dimensioni; si coltiva di tutto, dai datteri alle albicocche, l'acqua quì non manca ed il suo uso non è quello che si può definire "razionale".
L'acquifero è molto antico, racchiuso tra gli strati rocciosi del Devoniano, le zone di ricarica non esistono più; il custode del museo geologico mi ha confessato di essere molto preoccupato per il futuro.
Brahim ci porta a visitare la chiesa di Foucault, un interessantissimo museo naturalistico e geologico, ed il Forte K’sar d’El Meniaa, fondato da una tribù berbera, i Zenet, tra il IX e X secolo.
Il forte fu poi utilizzato dai coloni francesi nella seconda metà del 1800.

La chiesa di Foucault  Forte K’sar d’El Meniaa
L'oasi di El Golea Vista sulla cittadina dal Forte

Successivamente rientriamo a casa di Brahim per la cena; per l’occasione hanno allestito una tenda berbera sotto cui mangeremo, all’esterno hanno acceso i bracieri l’atmosfera è veramente particolare.
Finita la cena Maurizio e Alberto ci allieteranno la serata con il loro show!
Per la notte io dormirò in una stanza appositamente adibita con gli altri…sarà dura però convincere il padrone di casa a non farmi dormire con la sorella.
Questa parentesi è stata veramente una bella esperienza, vivere da vicino le abitudini locali, l'ospitalità che Brahim ci ha riservato è stata favolosa, a dimostrazione del fatto che uno dei valori più grandi è quello dell'amicizia.


19.02.2008
Lasciamo El Golea in mattinata, dovremo arrivare a Ghardaia, famosissima per i suoi tappeti e popolata dai Mozabiti, una delle etnie che popolano l’Algeria.
Nelle vicinanze ci sono intere città in costruzione…mi chiedo quale attività nascente porterà i futuri abitanti di questi centri.
Sono costruite con i criteri “occidentali…..vere e proprie cattedrali nel deserto.
Arrivati nella città prendiamo posto nell’Hotel Djanub…un megacomplesso abbastanza costoso e per i criteri locali, di lusso.
Avrei preferito un altro caravanserraglio, ma in questo modo siamo a due passi dal centro.
Ghardaia è veramente una città particolare: innanzi tutto è formata da 5 cittadine minori, costruite sulle cinque colline più alte della valle Mezab.
In cima ad ogni collina c’è il minareto e gli edifici sottostanti sono costruiti secondo cerchi concentrici.
E’ classificata Patrimonio dell’UNESCO.

Vista della parte più antica della città di Ghardaia
Dettaglio della parte più antica della città di Ghardaia
Le altre due città che compongono Ghardaia

Per maggiori informazioni andate al sito www.ghardaiatourisme.free.fr
Per la visita ci rivolgiamo all’ufficio del turismo, vi consiglio di prevedere una giornata intera per la visita e di prendere una guida: avrete la possibilità di comprendere appieno le caratteristiche architettoniche della città e quelle della cultura Mzabita.
I mzabiti sono una stirpe di pura razza berbera ed al contempo una comunità religiosa, che fonda i suoi principi nell’uguaglianza, l’operosità e la semplicità della vita…personalmente li assimilo agli ebrei.
Gli uomini vestono in modo identico, un cappellino bianco in testa, giacca e pantaloni alla turca; le donne anche…una stola bianca da cui fuoriesce soltanto l’occhio sinistro.
La guida ci spiega che questo abbigliamento non è legato a motivi religiosi ma al famoso concetto di uguaglianza: in questo modo tutte le donne belle, brutte, ricche e povere sono uguali.
Le finestre delle abitazioni sono coperte con pannelli….questo per un discorso di privacy tra dirimpettai.
Alle quattro del pomeriggio le vie della città si animano: percorriamo affascinati l’area dedicata al Souk du Ksar, il mercato…veramente spettacolare!!!



Il Souk di Ghardaia



Vendita dei famosi tappeti di Ghardaia

Ceniamo in un locale gestito da un amico di Brahim….fate attenzione alle macchine!!!! In un attimo hanno aperto le macchine di Maurizio e Carlo…se non era per Fabrizio “Piero Angela – GT Auto Alarm”…qualcosa se lo portavano via di sicuro!!!!!


20.02.2008
Partiamo in mattinata da Ghardaia, il nostro itinerario, purtroppo senza soste, prevede 350 km circa passando per Ouargla, Touggourt, El Oued….la meta stavolta è Taleb Larbi..il confine con la Tunisia.

Verso il confine Ultimi scatti in terra algerina

Brahim scherza sul fatto che non lascerò l’Algeria…Michele cerca di organizzarmi uno scherzetto con i doganieri ma non ci riuscirà!
Durante il viaggio cerco di mangiarmi tutte le brioches possibili, qualcuno pensa al carburante, altri a fare le ultime foto e nel pomeriggio arriviamo alla dogana.
Dopo due ore di attesa e saluti frettolosi che nascondono non poca commozione entriamo in Tunisia.


L'ultimo scatto prima della frontiera

Faremo l’ultimo campo vicino a Nefta nell’area del set di Star Wars….il saluto alle dune.
La luce stasera è fantastica, una luna lucentissima si insinua tra le nuvole creando giochi di luci e ombre spettacolari sulle dune.
Stasera accadrà di tutto, si ride si scherza, si beve troppo, chi dorme fuori, chi vede eclissi di luna….un bel saluto da parte di questa splendida Africa!!!




21.02.2008

Levataccia alle 7.00, alcuni ragazzini che ci hanno osservato per tutta la serata di ieri, ci portano il pane cotto sotto la sabbia…..in cambio ci hanno perseguitato con I gadgets.
Ci seguono fino al set di Star Wars…sono veramente instancabili!
Il set è parecchio “sgarrupato” in pieno stile tunisino, ma ha comunque il suo fascino….vedo Jar Jar che cammina per le strade del paese….mi sa che non ho ancora smaltito la sbornia di ieri!!!

Il set di Guerre Stellari

A Tozeur lasciamo Marco e Clelia che beati loro, trascorreranno ancora una settimana in Tunisia e riprendiamo la nostra marcia per Tunisi.
Verso l’1,00 ci fermiamo da uno “sbandieratore”, si mangia mouton, insalata e salsicce fino a scoppiare….ultimi brindisi e via!!!!!



Fra non molto ci imbarcheremo per l’Italia, il viaggio è terminato…..riporto alla mente il canto dei muezzin ascoltati alla frontiera, quasi come fosse un saluto.

L'Algeria è un paese meraviglioso, racchiude in sé una storia geologica lunghissima e travagliata.
La popolazione è semplice e disponibile e non vi è alcun tipo di pericolo nell'effettuare un viaggio in questa parte dell'Africa.
Brahim è una guida sera ed affidabile, molto bravo nel calcolare i tempi degli spostamenti  nello sbrigare pratiche burocratiche e nel fare il thé.....consigliatissimo!!!
Come in tutti i viaggi realizzati con Dimensione Avventura, anche in questo ho vissuto un'esperienza emozionante che ha cambiato qualcosa dentro di me e che mi ha fatto riavvicinare alla mia essenza...che dire....grazie Maurì! Anche per i preziosi consigli per "L'arte della manutenzione della motocicletta"!

Il mal d’Africa esiste….ed io sono malata....

 
>Pag. 1
>Pag. 2
>Pag. 3
>Pag. 4
>Pag. 5
>Cenni di geologia
>Foto del Tassili
>Foto di Tin Tarabine