Capo
Verde...a casa non torno!
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Capoverdiani indaffarati all'arrivo dei traghetti (sono dei casinisti pazzeschi!)

Lungo le strade del versante sud
Da Porto Novo, attraversiamo dapprima gli aspri paesaggi lunari del versante meridionale, successivamente, percorrendo la Estrada da Corda, entriamo nello stupefacente mondo verticale e verdeggiante che caratterizza quest'isola: cordigliere, canyons, pareti di antichi coni vulcanici, esilissime creste (per la maggior parte dicchi vulcanici che hanno resistito al processo erosivo) e valli profondissime; il tutto racchiuso dai banani, canne da zucchero, nespoli, piante di mais e di caffé.
Saliamo dapprima al Mirador di Pico da Cruz, che si affaccia sulle ripide valli e da dove è possibile vedere il percorso di trekking che faremo il giorno successivo; anche quì la "bruma" impedisce ai nostri avidi occhi di godere appieno di questi splendidi paesaggi!

Panorama dal Pico da Cruz
Ritorniamo indietro e sostiamo ad Agua de Caldeiras....con il nome è tutto detto: ci troviamo sui bordi del cratere del vulcano Cova ed è una zona ricca di sorgenti; oltre a questo, da quì domani partiremo con il nostro trekking.

Il cratere intensamente coltivato

Panorama da Agua de Caldeiras
La giornata sta per finire, risaliamo sul pulmino e ci trasferiamo a Punta do Sol, un piccolo ma pittoresco villaggio di pescatori, con parecchi ristoranti e un riferimento per fare immersioni, snorkeling, canyoning, arrampicata (ci sono vie attrezzate nuove di pacca).....e chi più ne ha più ne metta.
Facciamo due passi, qualche romantica foto delle imbarcazioni al tramonto e ripartiamo per Paul....i morsi della fame iniziano a farsi sentire!!!!!!

Tipiche barche di pescatori

Il conducente rasenta la follia, sarà anche pratico dei luoghi, ma 80 km/h su queste strade sono veramente troppi!!!
Per fortuna non incrociamo altri mezzi e giungiamo sani e salvi alla nostra dimora, la Pousada Mar e Sol essenziale ma pulita, gestita dalla simpatica (dopo qualche giorno quando prende confidenza) Tia Maria.
Mangeremo al Restaurante Morabeza, l'unico del villaggio...OTTIMO!!! Il giorno dopo ci servirà una cachupa eccezionale!!!!!!
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| La Pousada Mar e Sol | Il Restaurante Morabeza: appoggiato al bancone IL PATATONE!!!!! |
28 dicembre 2007: S. Antao
Anche oggi ci alziamo di buon'ora al mattino, e partiamo per il nostro trekking al vulcano Cova, una discesa di 3 ore circa in cui attraversiamo paesaggi meravigliosi e terrazze coltivate a bananeti e canna da zucchero.
La zona è ricca di sorgenti d'acqua, per questo motivo è dedicata alle coltivazioni; si incontrano continuamente capoverdiani che con gli asini trasportano taniche d'acqua, la cosa più peculiare è l'impresa teutonica della rete di irrigazione: un canale infinito che taglia i versanti per portare l'acqua nelle diverse terrazze.
Dopo giorni trascorsi tra rilievi aspri e brulli quest'esplosione di verde riempie veramente il cuore!!!!!
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| Imbronciati ma curiosi... | Il trasporto dell'acqua |
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| Abitazione tipica | Terrazzamenti coltivati |
Terminata la nostra escursione, poco dopo Lombinhas troviamo un bellissimo ristorantino gestito da una francese (o almeno così mi piace pensare..) in cui assaggiamo dell'ottimo formaggio locale condito con erbe aromatiche e il vino di canna da zucchero.
Se vi trovate da queste parti, questa è una tappa d'obbligo! Piatti ottimi guarniti con fiori raccolti sul posto.....un vero angolo di paradiso!!!!

Lombinhas
Rientriamo a Paul, dove al Morabeza ci aspetta la cachupa e per digerire il lauto pasto non ci facciamo mancare innumerevoli assaggi dei prodotti della distilleria di Ildo Benros Silva (President - Managing Director....così è scritto sull'etichetta), che fa il grogue (Rhum di Capoverde) con il tradizionale Trapiche, torchio azionato da due tori (dolcissimi!!!) aggiogati ad un timone.
Al centro vi sono le macine che spremono le canne da zucchero.
A detta di tutti, quì viene prodotto il Grogue migliore di Capo Verde (...e secondo noi, che ne abbiamo assaggiati parecchi...è verissimo!), assolutamente da comprare insieme al Ponche (grogue e melassa), al Ponche de Coco (con latte di cocco) e ad un'altro intruglio fatto con succo di maracuja.
Il grogue si distingue in bianco (invecchiato 2 anni in bottiglia) e giallo (o vecchio, maturato qualche mese in botti di legno).
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| La macina | Etichettatura delle bottiglie |
29 dicembre 2007: S. Antao
Da programma questa doveva essere una giornata di relax, ma noi preferiamo goderci ancora questa splendida isola e scegliamo tra gli innumerevoli percorsi di trekking a disposizione....per un discorso logistico, lo faremo al contrario rispetto a quanto proposto dalle diverse guide.
L'itinerario su snoda su vecchie mulattiere, parte da Fontainhas e seguendo la costa in continuo sali-scendi giunge a Cruzinha de Garça, dopo aver attraversato i villaggi di Pontynha Gyada e Formiguinhas.
Se avete tempo a disposizione e vi piace camminare vi consiglio vivamente di dedicare una giornata a questo meraviglioso percorso, vi permetterà di godere allo stesso tempo di meravigliosi paesaggi montani e marini; potrete mescolarvi alla gente locale, che in queste zone è molto isolata e non vede l'ora di "attaccare bottone" con qualche turista!.
Quando arrivate a Cruzinha de Garça potrete mangiare nell'ottimo ristorante sul mare, mentre qualche pescatore vi racconterà le sue storie.
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| Il villaggio di Fontainhas | Bambini giocano nella vasca di raccolta delle acque |
Il villaggio di Fontainhas, sorto in uno degli innumerevoli canyon che solcano S. Antao, fu fondato nel 1700 da naufraghi inglesi rimasti per quasi un secolo isolati dal resto della popolazione dell'isola; questo soprattutto perchè l'accesso dal mare si trova in una ripida baia nascosta da grandi scogli, molto difficile da scorgere dal mare.
La cultura inglese è rimasta negli animi degli abitanti attuali, nei quali persistono tradizionali balli scozzesi in cui si esibiscono durante le feste.
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| Versanti strapiombanti sul mare, sullo sfondo il villaggio di Ponta do Sol | La stretta vallata alle spalle di Pontinha Gyada |
I paesaggi sono incredibili ed allo stesso modo le formazioni rocciose che attraversiamo: intere sequenze di cineriti e piroclastiti vulcaniche tagliate da filoni verticali basaltici.
In alcuni casi, i fenomeni erosivi hanno asportato la componente più erodibile, mettendo a nudo le intrusioni basaltiche.
Dopo un'ora di cammino circa, arriviamo a Pontinha Gyada, un minuscolo villaggio posto sul lato sinistro di una meravigliosa vallata.
Ogni volta che giriamo l'angolo un panorama nuovo ci attende, è più il tempo che impegniamo a fare fotografie che a camminare, vicino a Forminguinhas i colori passano dal verde acceso delle coltivazioni di canna da zucchero al giallo paglierino del mais.
Quando arriviamo nel centro abitato, uomini e donne sono impegnati a pestare il mais con grossi tronchi di legno....siamo veramente in un altro mondo.

Nei pressi di Forminguinhas
Ci avviciniamo a Cruzinha de Garça e anche stavolta le rocce ci riservano una bella sorpresa: dai colori scuri delle vulcaniti, passiamo ad antichi depositi arenacei di spiaggia di un colore bianco accecante....splendida sedimentazione incrociata...roba da manuale geologico!

Depositi arenacei nei pressi di Cruzinha de Garça
L'ultima sorpresa è l'immensa spiaggia nera ed i basalti colonnari che troviamo poco prima di giungere alla nostra meta.

La spiaggia nera ed i basalti colonnari
Come lupi famelici consumiamo il nostro pasto a Cruzinha de Garça, puntualissimo arriva l'aluguer per riportarci a Ponta do Sol...anche la strada per il rientro ci lascia a bocca aperta: attraverseremo immensi canyons creati dall'erosione fluviale....sembra di essere in un piccolo Colorado, con le sue creste e i suoi meandri.

La pista che si snoda tra i canyon
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