Islanda - Ho visto cose che voi umani non potete immaginare...




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La motonave danese Norrona, unico collegamento tra l'Islanda e l'Europa, parte da Bergen e sosta alle Isole Faroe per qualche ora; avrete modo così di visitarne la capitale, acquistare un bel maglione, guanti etc. di lana di pecora super calda e super pungente (ma assai più belli di quelli islandesi) e devastarvi il fegato con un bel fish and chips.


Pescherecci ormeggiati alle isole Faroer

Giorno 1
Sbarchiamo a Seydisfjordur e ci dirigiamo nella zona di Kverkfjoll, alla base del Vatnajokull attraversando canyon e deserti di sabbia nera.
Il Vatnajokull E' uno dei ghiacciai più grandi del mondo ed in molti punti il suo spessore supera i 1000 m.
Sembra impossibile ma sotto la sua calotta si celano dei vulcani attivi; nel 1996 infatti, avvenne un'eruzione subglaciale, che iniziò nel mese di settembre e terminò dopo due mesi.
La fuoriuscita del magma dalla bocca del vulcano, stimata un circa 500 milioni di mc, causò l'improvviso scioglimento di 3 chilometri cubi di ghiaccio.
L'enorme massa d'acqua creatasi si riversò verso sud, con una portata di circa 44.000 mc/s, interessando fortunatamente una zona pressochè disabitata.
L'ondata che trasportava immensi blocchi di ghiaccio e fango, distrusse un lungo tratto della Ring Road e rimodellò il paesaggio della pianura costiera.


Lingua del ghiacciaio Vatnajokull e sorgente del fiume Jokulsa a Fjollum


Giorno 2
Ci dirigiamo nella zona dell'Askja, percorrendo il settore meridionale dell'immenso campo lavico dell'Odadahraun.
Il paesaggio è inquietante, interamente tinto di nero; persino i ghiacci hanno questa colorazione, data dalla polvere lavica trasportata dai venti.

In colonna lungo la pista, dintorni vulcano Askja
Piramidi di ghiaccio

L'Askja è un vulcano rappresentato da una vasta caldera situata nelle montagne Dyngjufjoll.
Una eruzione avvenuta nel 1875, portò alla creazione del lago di Oskjuvatn all'interno della caldera; questo è il lago più profondo dell'Islanda.
Il territorio nei pressi del M. Askja è veramente particolare, talmente simile ad un paesaggio lunare, che gli americani effettuarono simulazioni dello sbarco sulla luna in questa zona.
Vicino all'Askja si trova il M. Herdubreid una delle montagne più maestose dell'isola, posta al centro del campo di lava di Odadahraun, che rappresenta il deserto più esteso d'Europa.
Ai piedi del monte si trova Heroubreidarlindir, posto tappa molto aprezzato dai viaggiatori e rifugio in cui abbiamo pernottato.

Il lago vulcanico...ottimo per un bel bagno caldo
Il lago di Oskjuvatn 


Giorno 3
La tappa di oggi è il lago Myvatn, il secondo lago del paese e rinomato per la bellezza unica dei suoi paesaggi e la notevole vita animale e vegetale che vi regna, in particolare uccelli.
Non esiste posto al mondo in cui si possano vedere così tante specie di anatre.
Si trova in un'area di vulcanismo attivo e sono gli eventi naturali che modellano il lago ed i suoi dintorni: come le singolari fomazioni di Dimmiborgis, i crateri dei dintorni e le emergenze geotermali di Namafjall.


Centrale geotermica

Ci troviamo nei pressi del lago Myvatn, dopo aver attraversato immense distese di sabbia nera, restiamo a bocca aperta di fronte ai colori di questo lago.
Ci spostiamo a Husavik, una piccola cittadina posta sulla costa Nord e tappa obbligata per l'avvistamento delle balene, la gita non è proprio economica...ma non fatevi frenare dal braccino corto...ne vale veramente la pena!!!!
Eppoi non vorrete mica perdervi la merenda servita sul battello!!!

Il porto di Husavik
Una megattera
....Alla ricerca della balena perduta!!

Campeggiamo al lago Myvatn.....popolato dalle mosche!!!! Pensate che vendono persino delle retine da mettere in testa per proteggersi dall'assalto.
....Se come me, avete una giacca rossa....è probabile che vi salviate.


Giorno 4
Nella tarda mattinata raggiungiamo l'area geotermica di Krafla, una delle zone vulcaniche più attive al mondo; a partire dal 1975 quì ebbe inizio una serie di spettacolari eruzioni caratterizzate da altissime fontane laviche.
Tali fuoriuscite di magma si succedettero a ritmo serrato nei 10 anni successivi, dando origine ad alcune immense distese di lava: tra le colline di riolite multicolore si sono poi formati alcuni pittoreschi laghetti.

Il Krafla è una gigantesca caldera i cui contorni sono stati rimodellati dalle continue eruzioni.
Una di queste, nel 1725 diede origine ad un cratere esplosivo poi riempitosi d'acqua meteorica: il laghetto si chiama Viti, che significa "Inferno".

Krafla
Namafjall

Solfatare di Namaskardi
In quest'area, ricca di effusioni gassose, si aprono numerose pozze di fango ribollente, manifestazioni tipiche del vulcanesimo secondario.
Queste pozze sono alimentate da acque di origine superficiale che si infiltrano nel terreno, e vengono riscaldate dal magma sottostante attraverso profonde fratture.
L'area di Namaskardi fa parte della frattura di Namafjall, collegata alla tettonica distensiva che caratterizza l'intera isola.
Ci troviamo sempre nell'area del lago Myvatn, in un'area in cui l'attività vulcanica è più intensa. Siamo circondati da coni vulcanici e colate laviche.............meraviglioso!!!!
E dopo la terra, iniziamo con l'acqua.......guardate che le splendide e maestose cascatedi Dettifoss e Sellfoss!!!
Dettifoss
Sellfoss

Dettifoss
è alimentata dall'impetuoso Jokulsa a Fjollum, che scorre nel nord del paese, è alta 62 m ed è considerata la cascata più potente d'Europa.

Formatasi a seguito di una scossa tellurica che deviò il corso del fiume verso una profonda fenditura nella pianura basaltica, grazie alla sua potenza, sta scavando la forra sottostante al ritmo di diversi centimetri l'anno.

In tarda giornata facciamo una breve sosta a Godafoss considerata come la più bella delle numerose cascate del fiume Skjalfandafljot e famosa perchè legata all'adozione del cristianesimo in Islanda.
La storia narra che Porgeir, il capo della regione, ritornò nell'anno 1000 dall'Alping dove aveva preso, a nome della nazione, la decisione di adottare la nuova religione, e che avesse preso le effigie delle divinità pagane per gettarle nella cascata.
Questa deve il suo nome da questo episodio.


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