Islanda - Ho visto cose che voi umani non potete immaginare...




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Giorno 8


Il Maelifell al bordo del ghiacciao Myrdalsjokull

Nato da una delle numerose eruzioni avvenute al di sotto della calotta del ghiacciaio Myrdalsjokull, al sud dell'Islanda, il Maelifell è un cono costituito da accumuli di ceneri ed altri materiali piroclastici solidificatisi.
Poco a poco e stato ricoperto da Grimmia, un muschio che prolifera sulle lave raffreddate e i cui colori variano dal grigio argento al verde luminoso a seconda del tasso di umidità del suolo.
Questo muschio fa parte delle rare piante che si sono sviluppate sul territorio islandese, che è caratterizzato da una certa povertà botanica, con meno di 400 specie vegetali e con solo il 25% del territorio ricoperto da vegetazione permanente.

Geologicamente molto giovane, con 23 milioni di anni, l'Islanda conta più di 200 vulcani attivi e numerosi ghiacciai che occupano circa 1/8 della superficie dell'isola.

Giorno 9
La prossima meta è Pingvellir l'area in cui si incontrano la placca europea con quella americana.......la mecca del geologo, lo yin e lo yan, l'equilibrio delle energie.


Pingvellir

Il sito di Pingvellir, di una bellezza naturale eccezionale, è anche il santuario della nazione.
E' stato teatro di numerosi avvenimenti tra i più importanti della storia d'Islanda, che hanno giocato il destino del suo popolo.
Quì fu fondato il Parlamento nell'anno 930 che governò fino al 1789 ed è a Pingvellir che il cristianesimo fu adottato nell'anno 1000.
Sempre a Pingvellir fu proclamata la Repubblica d'Islanda nel 1944.

Il sito è il prodotto di numerose eruzioni vulcaniche e la faglia di Almannagjà segue la linea di separazione tra la placca continentale americana e quella eurasiatica.
La depressione centrale è occupata dal Pingvallavatn, il più grande lago del paese.
La roccia fratturata a causa di enormi tensioni tettoniche, dovrebbe insegnare ai rivieraschi che l'evoluzione del territorio avviene in tempi ben più lunghi di 10 generazioni.
Eppure la strada che serpeggia tra le fratture, le abitazioni costruite sulle rive del lago, rivelano l'ardire e nello stesso tempo la confidenza con la natura, che contraddistinguono le società umane.
Ogni notte un sonno tranquillo è il risultato di una vittoria contro i crepitii sinistri, fino al giorno in cui..........
Dichiarato sito protetto nel 1928, Pingvellir è il primo parco nazionale istituito in Islanda.


Foto "de gruppo"!

Questa è una parte del numeroso gruppo che ha partecipato al viaggio, quì siamo in campeggio a Reykjavik.


Giorno 10
Oggi trascorreremo una giornata all'insegna del relax, alla famosa  Laguna Blu vicino a Grindavik.
La Laguna Blu è un lago artificiale alimentato dal surplus di acqua della centrale geotermica di Svarsengi.
Infiltrandosi attraverso le fratture nella roccia, l’acqua arriva a circa 2000 m di profondità dove il magma fuso la porta ad una temperatura di circa 240° C.
Grazie a forti pressioni essa poi raggiunge la superficie a 70 gradi, dove è utilizzata per riscaldare le città vicine.
Il colore blu lattiginoso della Laguna Blu, è dato dalla presenza di minerali di silice e calcare e di alghe in decomposizione.
Ricca di sali minerali e materia organica, è famosa per le sue proprietà terapeutiche per le malattie della pelle.
Fonte di energia rinnovabile relativamente recente, la geotermia è sempre in maggior sviluppo: l'85% della popolazione islandese beneficia di questa fonte di calore.


Giorno 11
Anche quella di oggi sarà una giornata all'insegna di meravigliose cascate, prima Seljalandfoss, una delle cascate più pittoresche d'Islanda e scende da una falesia basaltica con un salto di 40 m.
Un sentiero che parte dalla base permette di passare dietro alla cascata: il rischio è nullo, ma l'emozione è assicurata!

Seljalandfoss


poi la famosa Skogafoss, forse la cascata più fotogenica dell'Islanda, formata da un'unico salto di 60 m.
Le acque provenienti dal ghiacciaio di Myrdalsjokull precipitano dal bastione basaltico che quì cinge la costa, a poche centinaia di metri dal mare.
Situata a poca distanza da Vik, è adorata dai turisti perchè è possibile spingersi a piedi ad alcuni metri dal punto di caduta della acque.


Skogafoss

Questa è una foto meravigliosa!!! Chissà perchè l'ho scattata solo in bianco e nero.........

Ci dirigiamo poi a Skaftafell attraversando l'ampia vallata posta ai piedi del Lakagigar.
La regione del Lakagigar, al Sud dell'Islanda, porta ancora i segni di una delle più violente eruzioni vulcaniche dei nostri tempi.
Nel 1783, due fratture si una lunghezza totale di 25 km si aprirono da ambo le parti del vulcano Laki, eruttando 12 km3 di lava, che ricoprì una superficie di 565 km2 di territorio.
L'eruzione durò circa un anno e la Danimarca organizzò un sistema di trasporto dei sopravvisuti nel proprio paese: l'isola era troppo pericolosa per essere abitata.
Una nube di gas tossici e ceneri si estese sull'isola, contaminando i pascoli e le acque superficiali.
I 3/4 del bestiame morì ed al termine di una nuova eruzione avvenuta nel 1785, una terribile carestia decimò un quarto della popolazione (circa 10.000 persone).
Coronata da 115 crateri vulcanici, le fratture del Lakagigar sono oggi richiuse e le colate laviche sono ricoperte da uno spesso strato di muschio.
Con più di 200 vulcani attivi, l'Islanda ha prodotto negli ultimi 500 anni un terzo del materiale lavico del mondo.



Antica costruzione


Il parco nazionale di Skaftafell è situato tra il Lomagnupur, il ghiacciaio di Oraefajokull posto su un vulcano spento ed il Hvannadalshnukur (2119 m), la punta più alta dell'Islanda.
Skaftafell è un'oasi verdeggiante posta al centro delle sabbie depositate dal Skeidara, uno dei più grossi fiumi glaciali e famoso per le terribili inondazioni che ha provocato.
Solo nel 1974 fu costruito sullo Skeidara in ponte che completò la Ring Road, la strada che permette di fare il giro completo dell'isola.
Skatafell è ricca di vegetazione e contrasti: i fiori che crescono ai piedi del ghiacciaio, e le scarpate boscose sono tagliate da gole e cascate.


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