Geoturismo: descrizione geologica delle principali attrazioni turistiche della Namibia



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Il Waterberg Plateau
Il Waterberg Plateau, con le sue tipiche rocce costituite da antiche dune pietrificate, orme di dinosauri e numerose sorgenti a cui si deve il suo nome, è senza dubbio una delle più interessanti attrazioni geologiche in Namibia.
Si estende ad est di Otjiwarongo per circa 48 km in direzione nord-est.
La larghezza dell’altopiano varia tra 8 e 16 km e l’altezza media è sui 1700 m.
 
La storia del Waterberg Plateau risale alla importante età karoo, tra 300 e 130 milioni di anni fa. All'inizio di questa sequenza temporale il Gondwana era situato più vicino al Polo Sud di oggi e un’estesa calotta di ghiaccio ricoprì gran parte di questo super-continente.
Numerosi ghiacciai incisero profonde valli nelle antiche rocce del Damaran.
A causa di processi tettonici il Gondwana, tuttavia, si ritirò dal Polo Sud, provocando un cambiamento climatico in tutta l'area dell'Africa australe.
Il ritiro dei ghiacciai, lasciò estese morene glaciali, (ora noto come Formazione Dwyka), che costituiscono la base della sequenza del karoo nel Waterberg Plateau.
La depressione causata dall’erosione glaciale si riempì di acqua di fusione come un ulteriore reazione alla fase di riscaldamento.
In un clima freddo umido si svilupparono ambienti di lago e palude (ECCA Group) che si trovano nelle vicinanze del Waterberg Plateau ed in altri settori.
Queste paludi e laghi costituivano i bacini di raccolta dei sedimenti trasportati dalle vicine Montagne Damara, contribuendo alla formazione delle rocce che costituiscono il Waterberg oggi.
Tra circa 240 e 180 milioni di anni, il clima diventò sempre più caldo, prosciugando i laghi e formando così i conglomerati, arenarie e argille della Formazione di Omingonde , che raggiungono anche 500 m di spessore.
 
Così, con l’allontanarsi del Gondwana dal Polo Sud, il clima diventò sempre più caldo; circa 190 milioni di anni fa i laghi della zona di Waterberg Plateau si prosciugarono.
Una spessa coltre di sabbia pian piano ricoprì le aree una volta densamente vegetate.
In un lasso di tempo di circa 120 milioni di anni, l’area del Waterberg Plateau da una regione simile a quella della Norvegia o Svezia, divenne un’area desertica.
Come elementi di prova di queste modifiche climatiche estreme, è possibile trovare dune pietrificate della arenarie di Etjo che raggiungono fino a 100 m di spessore, in cima alla Waterberg
 
L'inizio del vulcanismo collegato alla separazione del Gondwana verso la fine del karoo, circa 130 milioni di anni fa, è testimoniato nel Waterberg solo dalla comparsa di piccoli dicchi di dolerite.
A differenza di altri settori nei dintorni (ad esempio a Montagne Omatako), quì non si trovano colate basaltiche: o i flussi di lava non interessarono quest’area, o furono erosi nei successivi milioni di anni.  L'ulteriore storia geologica del Waterberg fu  principalmente caratterizzata da processi tettonici.
A seguito della separazione del Gondwana si verificarono fenomeni di eustatismo.
Questi processi si concentrarono principalmente nei pressi delle regioni costiere, così da creare una specie di ciotola, al cui centro si trovava il bacino del Kalahari.
Come conseguenza, nella zona del Waterberg si riattivò un’antica faglia, che ha un’estensione di più di 250 km da Omaruru, lungo la costa nord-occidentale ai piedi del Waterberg fino a Grootfontein ed è nota come il Waterberg Thrust.
 
Lungo questa faglia probabilmente le antiche montagne del Damara e le sovrastanti rocce del karoo sono state innalzate per più di 100 metri e poggiate sulle formazioni karoo.
Questa duplicazione della formazione ha permesso che venissero risparmiate ai fenomeni erosivi.
Ecco perché il Waterberg, al contrario di altri settori, si è conservato come un altopiano fino ad oggi.
 
La traslazione del plateau descritta prima, ha anche causato nel settore nord orientale, un uplift e un tilting dell’intero blocco.
Questo è rappresentato dalla Montagne Okarukusawa, che hanno una quota di 200 m superiore a quella dell’attuale plateau principale.
Ancora più affascinante è il fatto che si può ancora vedere il vecchio piano di scorrimento del Waterberg Thrust: quando si è sulla strada per le orme di dinosauri Otjihaenamaparero a sud-ovest dell’ingresso della fattoria, si vedono le antiche rocce rossastre Karro in basso e sopra le più antiche rocce chiare Damaran.
Il contatto tra queste due sequenze è rappresentato dal Waterberg Thrust, lungo il quale enormi masse rocciose furono movimentate.
 
I più giovani depositi sul Waterberg Plateau consistono in sabbie, che il vento ha trasportato dal  Kalahari. Questi sedimenti eolici coprono grandi superfici in cima al pianoro.
 
Nel corso della sua evoluzione geologica il Waterberg Pleteau è stato sottoposto a diverse fasi di erosione, in cui il Waterberg Klein si è staccato dal Waterberg principale.
I flussi di detriti e l’erosione fluviale hanno sezionato l’arenaria in tante torri.
 Lungo il percorso, che porta dal restcamp fino al pianoro, si può vedere bene come l’erosione agisca sulle torri di arenaria.
 I vari fenomeni di erosione, che continuano ancora oggi, sono ulteriormente intensificati dalle sorgenti che si trovano sul Waterberg.
L'acqua piovana, che ricade sul grande altopiano, è rapidamente assorbita nell’arenaria porosa di Etjo e penetra all’interno lungo fessure verticali, fino a quando non incontra le argille di Omingonde.
Nel punto di contatto con le argille l’acqua emerge sottoforma di sorgente di contatto.
Queste si riconoscono per la presenza di fitta vegetazione, come ad esempio presso il restcamp.
Il deflusso delle acque intensifica l'erosione del Waterberg contribuisce al suo lento disfacimento.
La presenza delle arenarie molto porose e permeabili, fa si che si non si formino molte venute d’acqua naturali sul plateau.
L'acqua per gli animali deve pertanto essere pompata fino alla sommità del pianoro mediante pozzi trivellati.


Le Orme di dinosauro Otjihaenamaparero
Le rocce in cui si trovano le orme di dinosauri Otjihaenamaparero si sono formate nell’età karoo, circa 190 milioni di anni fa.
Quest’epoca è caratterizzata da un clima umido e enormi zone lacuali con lussureggiante vegetazione si formarono in gran parte della Namibia centrale.
Questa terra fu un ideale ambiente di vita per i dinosauri.
Tuttavia, nei successivi milioni di anni si ebbe una crescente aridità, che portò all’instaurarsi di condizioni desertiche: forti tempeste trasportarono grandi quantità di sabbia e i laghi si trasformarono in campi di dune.
Cosicché le condizioni dei dinosauri peggiorarono sempre di più; le orme prodotte negli umidi sedimenti sabbiosi sono state progressivamente riempite da particelle argillose e successivamente coperte da più strati di sabbia e successivamente solidificate
La successiva solidificazione della sabbia trasportata dal vento ha costituto gli spessi strati dell’arenaria di Etjo, molto diffusa in questa regione.
 Racchiuse all'interno di questi sedimenti, le orme di dinosauro sono state nascoste per milioni di anni e sono state portate alla luce grazie all’erosione.


Il Vingerklip  
Il Vingerklip e le circostanti colline non sono dell’Era karoo ma notevolmente più giovani: dal terziario e quaternario.
Queste rocce si sono formate per l’azione dell’Ugab River, che ha origine nelle montagne Otavi e si getta nell'Oceano Atlantico circa 200 km a nord di Swakopmund.
Nella parte Ovest di Outjo, durante i periodi molto umidi del terziario, il fiume incideva le antiche formazioni delle Montagne Damara.
Questa intensa erosione è stata la conseguenza diretta del sollevamento della Namibia occidentale dopo la disgregazione del Gondwana.
Il gradiente tra la terra ed il livello del mare ha aumentato e intensificato il potere erosivo dei fiumi.
Questa fase umida durò fino a circa 20 a 10 milioni di anni fa e aumentò molto i volumi di acqua nell’ Ugab: la profonda erosione si fermò ed il fiume iniziò a riempire il proprio letto.
Nel corso dei milioni di anni, sono stati depositati sedimenti per più di 100 m di spessore.
Poco più di 2 milioni di anni fa un calo del livello dei mari causato da una glaciazione nell'emisfero settentrionale ha provocato un nuovo aumento della profonda energia erosiva del fiume Ugab.
Il fiume incise nuovamente i sedimenti precedentemente depositati e a causa di questa incisione, la larghezza del suo letto si ridusse.
 A causa dell’ enorme quantità di carbonati presenti nel bacino dell’Ugab (per esempio le montagne occidentali dell’Otavi), l'acqua del fiume è sempre stata ricca di carbonato disciolto. Durante l'essiccazione di parti dell’ex corso del fiume, l'acqua evaporava con la conseguente precipitazione di carbonati (crostoni calcarei).
Questo provocò la solidificazione della sabbia e dei conglomerati detritici.
La continua diminuzione della larghezza del letto del fiume ha portato alla formazione di terrazzamenti progressivamente decrescente di altezza.
Nel corso degli ultimi 2 milioni di anni, i piccoli fiumi hanno formato dei canyon disgregando così gran parte dei terrazzamenti.
Il Vingerklip rappresenta uno degli ultimi resti di un terrazzo eroso.


La foresta pietrificata  
La Foresta pietrificat, è formata da tronchi di albero, depositatisi all’interno della Formazione di Ecca circa 270 milioni di anni fa e visibili oggi in sulla superficie.
Queste piante pietrificate rappresentano l'evidenza dell’esistenza di vaste foreste, che coprivano questa parte della Namibia.
I Geologi, hanno dimostrato che gli alberi sono stati trasportati dall’acqua prima di essere depositati.
Elemento di prova di questo è la mancanza di radici pietrificate.
Un’ulteriore prova è che i tronchi sono distesi paralleli tra loro.
Insieme questi due elementi sembrano indicare che le piante ( enormi alberi alti fino a 30 metri) sono stati sradicati, trasportati e depositati da un improvviso evento alluvionale.
A prima vista, la causa di questo drammatico evento sembra essere misterioso.
Per risolvere questo problema, gli scienziati hanno determinato l’età assoluta del legno pietrificato. Le prove hanno dimostrato che gli alberi hanno circa 280 milioni di anni.
È noto che in questo periodo terminava l’era glaciale; periodo in cui gli alberi adeguati al clima freddo erano cresciuti lungo il margine della tundra, così come accade in Alaska e in Siberia oggi.
Alla fine della glaciazione, le enormi masse di ghiaccio iniziarono a fondere, con conseguenti enormi quantità di acqua che alimentavano i fiumi.
L'improvvisa disponibilità di acqua è una spiegazione per lo sradicamento e il trasporto degli alberi. Un'altra possibile spiegazione è l’accumulo dell’acqua di fusione dei ghiacci ad opera di un ostacolo naturale e la successiva distruzione di questa diga.
Solo questo tipo di eventi sono in grado di produrre abbastanza energia per distruggere una foresta di alberi di 30 metri di altezza e per trasportarli su una distanza di alcuni chilometri.
La Foresta pietrificata è quindi un esempio di un naturale eco-catastrofe, che ha avuto luogo molto prima che arrivassero gli uomini sulla terra.
I tronchi degli alberi sono stati infine depositati e coperti da enormi quantità di sabbia e fango con una tale velocità e spessore che sono stati sepolti in assenza di aria.
Di conseguenza, il legno non poteva decomporsi come avviene in condizioni atmosferiche.
I principali criteri per il processo di pietrificazione sono state soddisfatte e la materia organica è stata preservata.

I fluidi presenti nei sedimenti erano ricchi in silice, che precipitando ha lentamente sostituito il materiale organico mantenendone la struttura (la silice e il carbonio hanno un reticolo simile).
 
L'apertura dell'Oceano Atlantico e la separazione di Africa e America del Sud avvenuta 120 milioni di anni fa hanno portato al sollevamento della Namibia occidentale.
L’aumento del gradiente tra la terra e il livello del mare, ha fatto aumentare il potere erosivo dei fiumi, così, per milioni di anni, ancora una volta la spessa coltre dei bacini sedimentari viene erosa, portando alla luce i tronchi fossili.


Twyfelfontein  
Twyfelfontein è importante in tutto il mondo per le sue belle incisioni rupestri.
In Afrikaans il nome 'Twyfelfontein', significa 'sorgente dubbia', già suggerisce le caratteristiche geologiche.
Uno strato di arenaria permeabile poggia su uno strato di scisti relativamente impermeabili.
Dopo forti piogge, le acque penetravano nelle arenarie fino ad incontrare gli strati impermeabili di scisti; in corrispondenza del contatto si formava una sorgente.
Purtroppo, a causa delle condizioni aride questo evento era molto raro, per cui 'Twyfelfontein' è davvero un nome appropriato per questo posto.

Sulla strada tra Khorixas e Twyfelfontein, vi è un notevole cambiamento nel paesaggio.
Mentre ancora vicino a Khorixas vi sono le forme arrotondate della formazione dei graniti del Damara e dei micascisti di 560 milioni di anni, verso Twyfelfontein si guida attraverso uno scenario di scisti e marmi della stessa sequenza, prima di arrivare ad un altopiano.
L'edificio montuoso che circonda la valle del fiume Aba Huab a Twyfelfontein è composto da arenaria rossa di età compresa tra Karoo e Etjo.
Questi sedimenti rappresentano i resti pietrificati di un preistorico deserto che ricopriva 'interno del continente Gondwana circa 180 milioni di anni fa.
L'attuale panorama è stato creato da continui processi erosivi per milioni di anni.
Questi processi di incisione di profonde valli fluviali hanno tagliato i vecchi sedimenti desertici e le rocce sottostanti più antiche.

L’erosione ha anche tagliato enormi massi di arenaria sulle montagne intorno a Twyfelfontein, che franavavo poi giù a valle, rompendosi in blocchi più piccoli e lungo fessure naturali.
Grazie alla loro grana fine le superfici sono particolarmente lisce e quindi adatte per essere icise dai  cacciatori e raccoglitori di pietre.
 
Tuttavia, non tutte le rocce mostrano questa bella grana fine.
Sul cammino attraverso questo 'museo all'aperto', si possono trovare blocchi di pietra arenaria che contengono più strati di quarzo e grandi massi arrotondati.
Questo conglomerato, circondato da belle sabbie del deserto è un interessante testimonianza del fatto che nel centro del deserto del Gondwana esistevano i fiumi. 
Inoltre, alcuni dei più grandi massi di arenaria mostrano un altro aspetto interessante, che però non ha nulla a che fare con il processo di deposizione.
Sulla superficie della roccia si formano delle cavità dette a nido d‘ape.
Questo fenomeno è comune anche nelle rocce granitiche e sotto le superfici di hard rock.
Simile a vernice del deserto, a volte le superfici di roccia sono coperte da una crosta dura, formata da precipitato minerali.
Questi minerali sono stati precedentemente dissolti sulla superficie della roccia da un’erosione di tipo chimico.
Dall’essiccazione si sono formate delle croste dure attorno alle parti più deboli.
Se questo fenomeno avviene in zone della roccia più protetta dal sole e quindi con un contenuto di umidità superiore, aumenta la capacità erosiva sotto la crosta dura.
La soluzione di acqua e sale penetra nel corpo roccioso lungo capillari presenti nella roccia, dal basso verso l’alto a seconda di come si distribuisce l’umidità nella roccia


Valle delle canne d’organo  
Nella Valle delle Organ Pipes, potete trovare dicchi di dolerite formati da eventi magmatici che hanno coinvolto gran parte del Damaraland circa 125 milioni di anni fa.
La Dolerite si trova in molte altre parti del paese; questa zona mostra qualcosa di speciale al visitatore: il magma fuso è penetrato nella roccia circostante parallelo agli strati rocciosi, dopodichè la dolerite si è solidificata in un gruppo omogeneo e orientato di colonne poligonali che vengono chiamate ”canne d’organo”.
 
La forma geometrica del poligono (sistema poligonale) è un principio fondamentale ampiamente distribuito in natura.
Altri esempi sono noti in biologia; in geologia tutti i tipi di rocce intrusive, come la dolerite tendono ad assumere forme di sezione poligonale.
Le leggi fondamentali della fisica possono spiegare questo fenomeno: qualsiasi corpo liberamente deformabile tende a formare una sfera, perché una sfera è il corpo con il maggior volume e l’area minore possibile.
I corpi che non possono formarsi liberamente, come il basalto intrusivo, prendono la forma di poligoni.
Questo perché gli esagoni o poligoni sono le forme geometriche che sono più si avvicinano ad una sfera.
Inoltre, i corpi poligonali, con le loro forme squadrate possono essere collegati insieme, senza vuoti tra uno e l’altro; proprietà che la sfera non può soddisfare.
Pertanto, i poligoni sono le forme geometriche nella natura, che consentono una connessione ininterrotta di diverse parti  e di creare il massimo volume nel minor spazio.


Burnt Mountains  
Burnt Mountain, la montagna bruciata, ovviamente non è mai stata in fiamme, ma nella sua formazione, le alte temperature hanno svolto un ruolo importante.
Enormi quantità di magma basaltico sono stati spinti in un adiacente strato di argille dell’ ECCA-Group circa 125 milioni di anni fa.
Il contatto con la roccia basaltica attorno ai 1000 ˚ C ha innescato modifiche chimiche e termiche nelle argille.
Questo fenomeno è chiamato metamorfismo di contatto.
Essendo queste argille depositi lacuali ricchi di resti di piante e animali, il magma incandescente ha vaporizzato questi materiali come in un gigantesco forno, lasciando una roccia compatta e nera in superficie.  
Da un esame più attento della montagna vedrete che non si tratta solo di roccia nera bruciata ma che vi è anche un sottile strato rosso porpora brillante, che dà interessanti effetti ottici in tarda serata: questo rivestimento è dato dagli ossidi di ferro e manganese formatisi per effetto dell’erosione. 


Massiccio del Brandberg  
A un'altezza media di circa 2000 m al di sopra della pianura circostante, nelle giornate limpide Il Brandberg può essere visto anche dallo Spitzkoppe.
Con i suoi 2574 m il picco Königstein è il più alto del paese.
Il Complesso intrusivo del Brandberg ha un diametro di più di 20 km e copre una superficie di circa 450 km ².
A differenza delle Montagne Erongo, il Complesso di Brandberg è principalmente composto di vari tipi di granito: la caratteristica del Brandberg è la diversificazione mineralogica dei tipi di granito, intruso con una struttura ad anelli.
La formazione del Brandberg ha avuto luogo circa 130 milioni di anni fa nel corso del periodo post-karoo.
Preliminarmente alla disgregazione del  Gondwana enormi quantità di magma granitiche penetrarono dalla profondità della terra nei sovrastanti sedimenti del Karoo e complessi metamorfici del Damaran.
Come con gli altri complessi post-karoo, l’hot spot Tristan da Cunha, situato probabilmente sotto quello che oggi è il Brandberg, è stato anche responsabile della formazione di queste intrusioni magmatiche.

Quando l'enorme quantità di magma granitico rosa si è intrusa nei sedimenti del karoo, si è instaurato un metamorfismo di contatto.
I sedimenti sono stati fratturati e contemporaneamente alterati dall'influenza del calore.
Si formò una breccia magmatica occasionalmente estratta nel Amis Gorge.
Questi frammenti di roccia abbastanza morbida, chiamata pyrophyllite è venduto in forma di portacenere e altri oggetti decorativi in vari negozi di souvenir.
 
Un evento del tutto diverso può essere visto presso il parcheggio davanti alla Tsisab Gorge.
Il crinale di dolerite massiccia si presenta in alcuni luoghi di colore nero lucido come se avesse un rivestimento metallico.
Questo rivestimento è chiamato  la vernice del deserto, un tipico fenomeno di zone aride.
Si forma in condizioni di elevata insolazione associata all’evaporazione.
L’umidità penetra nella porzione esterna della roccia scioglie i composti di ferro e manganese.
A causa dell’elevata insolazione, l'acqua evapora, facendo precipitare i composti di ferro e manganese alterati.
Questi reagiscono con l'ossigeno dell’aria formando degli ossidi che si depositano sulla superficie della roccia come una 'vernice'.
Questo fenomeno è molto diffuso in Namibia.


La pianura hamada nel Kalkheuwel  
A Kalkheuwel si vedono ovunque massi sparsi di colore bianco e irregolari.
Questi sono i resti dei crostoni calcarei, che una volta ricoprivano gran parte della zona dell’ Etosha Pan.
In altre località è possibile vedere questi crostoni calcarei nella loro forma originale.
Essi appartengono alla sequenza del Kalahari e rappresentano un fenomeno tipico delle regioni climatiche aride.
Mentre alle latitudini umide le acque superficiali penetrano per gravità nel terreno portando con sé i minerali disciolti, nelle regioni aride questo processo è spesso invertito: l’umidità fuoriesce dal terreno attraverso fessure e cavità a causa del forte riscaldamento della superficie e all’alto tasso di evaporazione.
Spesso quindi i minerali disciolti nell’acqua precipitano sulla superficie delle rocce creando una crosta sottile ma molto dura.

L'acqua che circola nel terreno è molto ricca di carbonato di calcio (CaCO³) per la presenza di rocce carbonatiche che si trovano ella zona dei Etosha Pan.
La ricerca ha rivelato che la formazione di crostoni calcarei in Etosha iniziò circa 43000 anni fa. Questo dimostra anche che il clima già a quel tempo era arido, ma ancora con un sufficiente contenuto in umidità nel terreno.
 
Nel corso degli ultimi 10000 anni, i processi atmosferici di erosione meccaniche ed il calpestìo degli zoccoli duri della fauna selvatica hanno rotto il calcrete in tanti in pezzi, che ora ricoprono vaste aree dell’Etosha Park.
Questo deserto roccioso è chiamato pianura Hamada.
Le Hamada sono tipiche delle zone aride e sono pianure desertiche pietrose.
Per l'uomo, le vaste pianure Hamada sono un campo difficile da percorrere.


Scogliere di Stromatoliti ad Halali
 
La sorgente Moringa nel restcamp di Halali è interessante per due motivi: per gli animali e la geologia.
Le rocce carbonatiche grigio-nere al Moringa Waterhole, rappresentano le barriere coralline formatesi nel corso dell’era Damaran circa 750 milioni di anni fa.
Ora si sta seduti su queste barriere coralline ad osservare la fauna selvatica!
Tuttavia, subito si può notare che queste rocce hanno spigoli vivi e angoli taglienti.
Questi sono dovuti a fenomeni di carsismo superficiale in cui il carbonato di calcio della roccia è stato sciolto da acque contenenti acido carbonico.
Questi solchi vengono chiamati Karren.

Le rocce carbonatiche del Moringa Waterhole non sono interessanti solo per le loro forme carsiche, ma danno anche la possibilità di studiare diverse forme di stromatolite  e persino di toccarle.
Le Stromatoliti sono carbonati prodotti dal metabolismo di alghe e batteri; esse si formarono come densi tappeti sul fondo degli oceani.
Questi tappeti venivano regolarmente ricoperti da sedimento fine nel corso della loro vita, circa 750 milioni di anni fa.
Pertanto questi organismi, che necessitavano di luce per il  loro metabolismo, crescevano nuovamente al di sopra dello strato di sedimenti e così via.
Le stromatoliti appartengono a una delle più antiche forme di vita sul nostro pianeta e si trovano ancora negli oceani ai giorni nostri.
Le più antiche forme furono scoperte nel West Australia e Sud Africa e hanno un'età di circa 3500 milioni di anni.
Queste semplici forme di vita crescono soprattutto in acque calde e limi compatti; possono assumere dimensioni e spessori molto grandi e hanno contribuito in maniera significativa alla formazione dei calcari alla fine del periodo Precambriano.
 
E' difficile immaginare l'enorme significato che le stromatoliti hanno avuto nello sviluppo di forme superiori di vita sulla terra.
Durante i tempi della formazione dei carbonati di Otavi, l'atmosfera terrestre conteneva grosse quantità di biossido di carbonio, dannoso per la vita sulla terra.
Le alghe blu-verdi hanno assorbito questo CO² e scisso l'ossigeno attraverso il loro metabolismo, con la secrezione delle eccedenze di carbonio sottoforma di carbonato di calcio (CaCO ³).
L'ossigeno è stato rilasciato in atmosfera e sotto l'influenza di forti radiazioni UV si è costituito lo strato di ozono (O ³).
Esistono diverse forme di stromatoliti e vengono classificate come lamellari, a cupola o colonnari a seconda dell’area del mare in cui vivevano.
Le stromatiliti del 'Moringa' appartengono al tipo lamellare, mentre quelle nelle Otavi Mountain sono per la maggior parte del tipo colonnare. 



FONTI:
http://www.mme.gov.na
http://www.completenamibia.com/Geology.htm


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