Ora basta! Smetto di fumare


Non è andata proprio così, certe cose avvengono....e basta.
Non si sa mai bene come e perchè; si sviluppano così velocemente che non hai neanche il tempo di analizzare fatti, stati d'animo e conseguenze.

Ho cominciato a fumare a 13 anni.

Era il mese di ottobre, mi trovavo in compagnia dell'allora amica del cuore (o forse dell'allora unico soggetto femminile che mi seguisse nelle mie scorribande).
Ricordo che mi stavo annoiando a morte..."cosa facciamo?" le dico.
Come mia abitudine, mi rispondo da sola "perchè non ci compriamo un pacchetto di sigarette?".
E così facemmo.
Mi piacque subito.
Ancora di più, quando dopo pochi giorni, incontrammo nei soliti nascondigli da ragazzini, un numeroso gruppo di conoscenti che si trovava lì per il nostro stesso motivo: fumare di nascosto.
Divenne subito un vizio ed un'ossessione; a cui non ho mai pensato di rinunciare...di qualcosa si deve pur morire.
L'efficacia dei luoghi comuni.

Il resto della storia è piuttosto scontato e noioso: non c'è nulla di più costante e ripetitivo di un fumatore.

Poi un giorno, non ricordo più quando, perchè e come, qualche anno fa, sostituii le inseparabili "Diana Ultra" con  i  Moods col filtro.
Li gustavo con così tanto trasporto che Stefano, ex fumatore ormai da 3 anni (fuori pericolo?!?!), dopo "due tiri" " uno" etc...nel giro di una settimana si comprò il primo pacchetto.
Un passo indietro in termini di danno polmonare, uno in avanti in termini di gusto....quando entri nel tunnel dei Moods, le sigarette non rappresentano più nulla, se non qualcosa di sgradevole e fastidioso.

I Moods sono anche un'ottima merce di scambio, oppure un'occasione per socializzare.
Un paio di pacchetti in viaggio sono assolutamente indispensabili (solo agli algerini non piacciono).
Quindi, ad esclusione del Paese di cui sopra,  troverai sempre qualcuno che farebbe carte false per uno di quei sigarilli naturalmente profumati alla vaniglia, per non parlare di un pacchetto!
A volte potrebbe accadere che quel qualcuno, in quel momento, ti possa essere particolarmente utile (doganieri, poliziotti, personale delle navi, etc.).

Certo non saranno molto femminili, ma non hanno mai leso la mia immagine (comunque già profondamente compromessa).

Qualcosa poi tra me e loro si ruppe durante il viaggio in Namibia, sarà stato a causa dello stile di vita sano (se escludiamo gli alcolici) e molto "wilderness";  sarà stato a causa della mancanza dei comuni "odori" di smog e di tutte le porcherie che la società moderna disperde in atmosfera;  ma fumare in macchina ha cominciato a darmi  fastidio.
Non vi dico quando a fumare era Stefano.....
"Sarò malata?"

Dopo pochi giorni dal nostro rientro a casa, festeggiamo il mio compleanno, una simpatica festicciola in solitaria, che finisce con una piomba colossale.
Lungimirante come al solito, mi dimentico che il giorno successivo mi aspetta una simpatica trasferta al ridente paesino di Cengio....se mi avessero fatto l'alcool test quella mattina, mi avrebbero certamente arrestato.
Sprezzante del pericolo, compro una bottiglia d'acqua e inizio a reidratare il mio cervello, chissà che magari questo mondo smetta di girare così velocemente.

Chiaramente di fumare non se ne parla neanche: ho la nausea, mal di testa e al mio arrivo, dovrò anche dare una parvenza di presenza istituzionale, quasi intelligente.
Supero incolume tutti gli ostacoli e verso fine giornata mi riprendo; col Moods in bocca pronto per l'accensione mi dico "non hai fumato tutto il giorno, perchè non provi a evitarlo anche stasera?" .

Mi fiondo nel letto, casco nell'oblio e tanti saluti al mondo ed ai Moods.

La mattina dopo salgo in macchina per andare al lavoro e ripeto la stessa scena...(cosa dicevo prima dei fumatori?), resisto...ripongo il profumato cilindro nella sua scatola, faccio due o tre respiri profondi e vado avanti.

A metà giornata decido che si, forse potrei anche provare a smettere.

Consulto qualche sito internet alla ricerca di consigli e metodi.
Ne ho trovati tanti, alcuni utili, alcuni un pò meno, altri li ho catalogati come "tutte fregnacce!".

Ognuno è fatto a modo suo, non c'è nulla di universale, ma quello che personalmente mi ha aiutato molto è stato:

- respirare profondamente ogni qual volta desiderassi fumare.
- bere acqua ogni qual volta desiderassi fumare.
- non mangiare caramelle o cewingum;  importante era anche compiacermi del fatto di non sentire l'odore di fumo in bocca.
- parlare con qualcuno che avesse già smesso prima di me e soprattutto che avesse sofferto molto e mi potesse capire....solidarietà prima di tutto!

Parentesi
Ci sono soggetti che hanno superato questo ostacolo con sufficiente disinvoltura.
Quando tutti orgogliosi comunicherete  loro  "Ma lo sai che è già una settimana che non fumo", vi guarderanno con sufficienza risponderanno con un'alzata di spalle.
Strano! Non ricordano l'entusiasmo con cui un anno prima vi raccontavano dei loro traguardi raggiunti!
Questi ultimi o li evitate o li ignorate.
O li picchiate.
Chiusa parentesi

- non uccidermi dallo sforzo di non cadere in tentazione nelle serate goliardiche tra amici: se una sera mi sono scappati uno o due Moods non ho mai classificato il fatto come colpa grave... domani è un altro giorno (grazie Rossella).
- fare attività fisica perchè:
1) dà soddisfazione (la riacquisizione di quello sconosciuto che si chiama "fiato" l'ho percepita subito)
2) si evita di ingrassare e di deprimersi ancora di più.

Perchè smettere di fumare fa deprimere e incazzare allo stesso tempo.
Io ho quasi rasentato la paranoia, cominciavo a pensare che il mondo ce l'avesse con me; è lì che ho capito che magari qualche pastiglietta di psicofarmaco per psicolabile alle prime armi mi sarebbe servita.
Nel periodo iniziale facevo anche parecchia fatica a prendere sonno.
E così ci è andato di mezzo anche il caffè, che ora non bevo quasi più.

- non isolarmi: ho continuato a svolgere la mia vita normalmente, con cene, ubriacature, etc etc. (sacrificio sì, ma con moderazione!).
- inventarmi qualcosa che mi potesse sostenere: personalmente ho cominciato a immaginare i miei bronchi come una cittadina abitata da esserini come quelli del cartone animato "Il corpo umano".
Inizialmente malaticci e di colore bluastro, li vedevo aggirarsi infelici per vie nebbiose come nel peggiore novembre alessandrino. Bambini e vecchi morivano come mosche;  tristezza ed il malessere dilagavano ovunque.
Pian piano hanno cominciato a vedere il sole, hanno conosciuto i colori, una vita felice, l'amore, il sesso.

Questa immagine mi ha aiutato a non aspirare più del fumo; se lo avessi fatto, li avrei ricondotti nella loro condizione precedente.

Alla fine il periodo nero è durato poco più di un mese e mezzo; poi ho cominciato a pensare che "se fosse stato così facile, avrei smesso prima".

Ore sono passati nove mesi, non dico che "ne sono fuori", un fumatore rimarrà un fumatore a vita, di questo ne sono convinta.
Semplicemente ora sono un fumatore diverso, non mi intossico più con l'ostinazione di un suicida ma mi limito a gustare un Garibaldi (e quì la femminilità l'abbiamo del tutto buttata nel cesso) ogni tanto.

Questo è tutto.
A questo punto non posso altro che augurare buona fortuna a chiunque decida di intraprendere questa avventura!

Quì di seguito troverete un paio links utili, o forse inutili.

http://www.stop-tabac.ch/

http://smetteredifumare.altervista.org/